Nancy Rexroth

Nancy Rexroth, Mia Madre, Pennsville, Ohio 1970 © Nancy Rexroth

Nancy Rexroth Interview

Il Viraggio al Selenio nella Stampa in Bianco e Nero – seconda parte

Sebbene lo sviluppo della tecnologia digitale costituisca oggi un’ottima alternativa alla stampa fotografica classica, i maggiori produttori di carte in bianco e nero continuano a proporre una vasta varietà di materiali di tipo tradizionale.
Secondo le proprie esigenze creative, è possibile scegliere fra carte molto differenti per tonalità di grigio, intonazione della base, peso e aspetto della superficie.
In questa classificazione ci troviamo spesso a parlare di “colore” della stampa. Quest’aggettivo può sembrare inadeguato, ma in realtà descrive un’effettiva classificazione cromatica che distingue le tonalità di una fotografia in bianco e nero per il loro grado di calore o freddezza.
Attraverso l’utilizzo dei materiali da stampa, in primo luogo la varietà di carta, la componente chimica del rivelatore ed i trattamenti di viraggio, è possibile ottenere uno slittamento verso l’una o l’altra estremità di colore.
Alcuni anni fa Kodak pubblicava un opuscolo tecnico dove erano riportate tutte le tonalità ottenibili combinando i vari viraggi a più tipi di carta: per questo si parlava di toni neutri, bruno-rossastri, bruno-porpora, bruno-cioccolata, giallo-seppia e così via

In quest’articolo ci occuperemo di come produrre stampe in bianco e nero con tonalità calde attraverso l’uso del viraggio al selenio. Con questo trattamento è possibile raggiungere una vasta varietà di tonalità brune, da lievi a molto pronunciate.

La carta da stampa:
E’ caratteristica tipica delle carte con composizione combinata di cloruro e bromuro d’argento, di generare un’immagine argentica d’intonazione leggermente calda, talvolta abbinata ad una colorazione simile molto sottile, del bianco della base.
Solitamente, per distinguere con chiarezza le differenze tonali dalle carte al bromuro d’argento, è necessario ricorrere ad un confronto visivo fra i due materiali.
Per evidenziare il più possibile la tonalità calda si può ricorrere a due sistemi:
Usare una formula di sviluppo classificata appunto come a tono caldo. In commercio esistono alcuni rivelatori specifici per carte warmtone, ma purtroppo il loro effetto è spesso di scarsa efficacia. In molti casi, il maggior dosaggio di bromuro di potassio di queste formule, può generare una fastidiosa dominante verdastra alla stampa;
Abbinare all’effetto del rivelatore il viraggio al selenio. I migliori risultati in termini d’intensità e qualità cromatica si possono ottenere utilizzando il Kodak Rapid Selenium Toner – KRST.

Esistono due generi di carte warmtone: le classiche a gradazione fissa e quelle a contrasto variabile, queste ultime decisamente più versatili nell’utilizzo.
Attualmente le più diffuse sono la ILFORD Multigrade Warm Tone e la FORTE Polywarmtone ambedue a contrasto variabile e disponibili nelle versioni FB e RC.
Ce ne sono anche altre, di qualità eccellente, ma purtroppo scarsamente diffuse.

Gli effetti d’intonazione del viraggio al Selenio:
Abbiamo già ampiamente discusso sull’uso e gli effetti del viraggio al selenio nel precedente articolo “Laboratorio”, (I vantaggi del viraggio al selenio nella stampa in bianco e nero – prima parte -, Gente di Fotografia n°34). Usando il KRST con le carte a tono caldo significa poter sfruttare ugualmente tutti i vantaggi precedentemente elencati:
Il toner al selenio contribuisce alla conservazione delle stampe incrementandone la permanenza d’archivio.
Provoca un innalzamento del contrasto generale attraverso l’intensificazione dei valori tonali profondi; i neri ne risultano più decisi ed intensi.
A differenza di quanto succede con le carte al bromuro, il viraggio al selenio conferisce alle carte a tono caldo un’ampia gamma di tonalità di colore bruno da molto leggere ad intense.
Voglio precisare ancora una volta che le caratteristiche cromatiche dell’intonazione dipendono da numerose variabili (dal tipo di carta, dalla partita di provenienza, dalla componente chimica del rivelatore, dalla concentrazione e dal tempo di trattamento nel toner).
Sarebbe impresa ardua cercare di classificare gli effetti di viraggio con tutte le carte in commercio, a meno di non avere intenzione di realizzare un vero e proprio trattato specifico sull’argomento.
Nell’ambito del presente articolo circoscriverò il mio esame ad una sola carta, del tipo baritato a contrasto variabile: la FORTE Polywarmtone FB Plus.
Questa carta presenta una base bianca neutra, differenziandosi dalla Ilford Multigrade che come colorazione di fondo mostra invece una leggerissima nuance color crema.
Non ho scelto Forte Polywarmtone per un criterio di preferenza personale, ma semplicemente per il fatto di disporne al momento delle prove di viraggio.

Il trattamento:
Prima di intraprendere la descrizione delle mie prove vorrei nuovamente sottolineare che il viraggio al selenio presenta un certo grado di tossicità. Le precauzioni da adottare per operare in tranquillità sono semplici: da evitare il contatto diretto e prolungato con la pelle (soprattutto del prodotto concentrato) e mantenere sempre ben aerato il locale di lavoro.

Come prima cosa ho ingrandito e sviluppato una fotografia di riferimento sulla quale non sono intervenuto con il toner.
Ho destinato altre cinque copie di questa fotografia al viraggio. Il loro tempo di sviluppo è stato ridotto del 10% ed ho effettuato il fissaggio in un bagno acido, non induritore.
Nota: tutti i dettagli relativi al trattamento sono già stati discussi nella prima parte del presente articolo.

Ho preparato poi tre soluzioni di viraggio ognuna ad un grado di concentrazione diverso:
Una prima soluzione di KRST diluito nella proporzione di 1+20 in aiuto-lavaggio alla “work solution” (es: Kodak Hypo Clearing Agent – HCA); questa combinazione riduce il rischio di macchiare la stampa. Purtroppo la soluzione non si conserva ed è da considerarsi come bagno a perdere.
Le soluzioni 1+9 ed 1+5 possono essere ottenute diluendo il KRST in sola acqua distillata. Ognuna delle due concentrazioni produce un bagno riutilizzabile fino ad esaurimento con buone caratteristiche di conservazione (dai quattro ai sei mesi in bottiglie scure di vetro).

Il viraggio: diluizioni, tempi di trattamento e descrizione dei risultati
Ho fissato a 24°C la temperatura dei bagni assumendo come tempo massimo di trattamento circa otto minuti.

Ecco l’elenco dei distinti interventi di viraggio:
1. Diluizione 1+20, tempo di trattamento 4’00” @ 24°C; per la bassa concentrazione ed il breve tempo di trattamento, l’effetto del viraggio non induce ad evidenti cambiamenti nel colore. E’ neutralizzata la sgradevole tonalità verdognola tipica di molte carte e i valori profondi mostrano un leggero rinforzo (Vedi fotografia 2).

2. Diluizione 1+20, tempo di trattamento 8’00” @ 24°; in questo caso, per il protrarsi del tempo di viraggio, la fotografia tende ad assumere tonalità apprezzabilmente più calde nei valori più bassi, dando inizio ad un fenomeno classificato come di Split Toning o viraggio spezzato. (Articolo “Laboratorio”, Tecniche di viraggio spezzato, Gente di Fotografia n°32) (Vedi fotografia 3).

3. Diluizione 1+9, tempi di trattamento rispettivamente di 4’00” e 8’00” @ 24°C; La maggiore concentrazione di KRST inizia a produrre un effettivo, visibile slittamento cromatico. L’effetto d’intonazione bruno-rossastro sembra rimanere circoscritto ai valori medio-profondi, lasciando inalterati i toni neutri delle alteluci. Lo Split Tonig è un fenomeno tipico con il quale rispondono molte delle carte a contrasto variabile e può, in molti casi, enfatizzare la sensazione di profondità della fotografia. Molti fotografi usano questo effetto selettivo per scopi estetici (Vedi fotografie 4 e 5).

4. Diluizione 1+5, tempo di trattamento 4’00” @ 24°C; la carta Forte Polywarmtone FB sottoposta a viraggio concentrato raggiunge rapidamente l’intonazione completa: l’intera gamma tonale s’indirizza verso una colorazione bruno-rossastra. Il rinforzo dei valori profondi è massimo. E’ sconsigliabile a queste concentrazioni protrarre troppo a lungo il tempo di trattamento, infatti, un overtoning può addirittura invertire i risultati (Vedi fotografia 6).

Ad ogni operazione di viraggio segue un bagno in HCA ed un successivo, completo lavaggio.

Pontile, nei pressi di Brest, Bretagna, 2001 © Marco Barsanti
Stampa sviluppata in rivelatore a tono caldo, non sottoposta a viraggio
Krst diluiz. 1+9, tempo di trattamento 8′ a 24°C
Krst diluiz. 1+5, tempo di trattamento 4′ a 24°C

Conclusioni:
La scelta verso uno specifico tipo d’intonazione può contribuire ad accrescere la qualità estetica ed emozionale di un’opera.
Fra i viraggi quello al selenio è sicuramente da considerarsi il più versatile: è composto da un bagno unico, può produrre sia tonalità fredde sia calde, il suo effetto è variabile a piacimento. La pratica c’insegna a trarre gran vantaggio proprio dai suoi effetti più sottili.

Nel prossimo numero concluderemo l’argomento relativo alla conservazione delle fotografie discutendo gli aspetti legati al lavaggio delle stampe fotografiche.

Testo e immagini © Marco Barsanti

Articolo pubblicato sul numero 35, dell’autunno 2003 di Gente di Fotografia. Rubrica “Laboratorio”

 

Un micio rosso

Sara e Ciccio, nei pressi di Sasso Rosso, marzo 2012
Sara e Ciccio, nei pressi di Sasso Rosso, marzo 2012 © Marco Barsanti

Molti mi chiedono se il micio che compare in questa fotografia, lo abbiamo portato con noi sui monti.
Beh, no! Il micio era sul posto, non avevamo davvero preventivato la sua presenza!
Lo abbiamo chiamato cordialmente Ciccio.
Ciccio, da un iniziale timido avvicinamento, si è dimostrato invece un micio rosso scatenato. Ha iniziato a sfrecciare in su e in giù, ha cercato ripetutamente di agguantare in corsa lo scatto remoto della mia fotocamera, per non parlare dei suoi tentativi di arrampicamento sulla gonna di Sara! Il timido micino aveva in realtà un’energià incontenibile.
Sono stato abile ad immortalarlo in un attimo di sua pura distrazione, quando tutto tornava alla perfezione. Quindi no, nemmeno Photshop c’entra, tutto proviene da un episodio reale!
Chissà se Ciccio sta ancora sfrecciando, lassù, sui “sassi rossi”….

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Frank Horvat

From  "Trip to Carrara", 2011
Frank Horvat – From “Trip to Carrara”, 2011

Frank Horvat

Mitch Epstein

Mitch Epstein - Untitled, New York, 1998
Mitch Epstein – Untitled, New York, 1998 from “The City”

Mitch Epstein

Jerry Uelsmann

Jerry Uelsmann - Untitled, 1983
Jerry Uelsmann – Untitled, 1983

Jerry Uelsmann

Il Viraggio al Selenio nella Stampa in Bianco e Nero – prima parte

Una delle prime mostre fotografiche di un autore importante che in passato ho avuto occasione di visitare è stata quella del cecoslovacco Josef Koudelka. Oltre alla potenza estetica delle immagini, rimasi molto colpito dalla straordinaria qualità degli ingrandimenti. Niente a che vedere con i parametri qualitativi a cui ero ingenuamente abituato fino a quel momento. I neri vasti e profondi delle stampe di Koudelka mi lasciarono senza parole.
Da quel momento, e per molto tempo, mi sono chiesto quali ulteriori accorgimenti, in aggiunta alla normale procedura base, fossero necessari per migliorare lo standard qualitativo di una stampa fotografica in bianco e nero.

In camera oscura ci si abitua ben presto, ed a malincuore, a valutare che l’effetto visivo di brillantezza e profondità che la stampa assume quando è ancora bagnata verrà in gran parte perso dopo l’asciugatura. L’aspetto accattivante della fotografia ancora immersa nell’acqua di lavaggio lo si perde inevitabilmente quando i valori alti, osservati su una stampa essiccata, non conservano la stessa luminosità. Anche i valori profondi, in molti casi, possono trasformarsi in fangosi e poco separati.
E’ necessario a questo punto, per espandere al massimo i risultati, dedicare ad ogni stadio del trattamento nuovi accorgimenti utili a sfruttare al meglio le possibilità afferte dai materiali che stiamo impiegando. Saranno necessari una adeguata formula di sviluppo arricchita di un antivelo per migliorare la resa dei bianchi, un bagno di viraggio al selenio a fine processo; tutto quanto abbinato ad una buona carta fotografica ricca di argento.

Negli articoli precedenti abbiamo già discusso sull’uso di alcune tecniche di viraggio e sulle caratteristiche di conservazione delle stampe fotografiche in bianco e nero. Riallacciandomi a quanto già in parte affrontato, vorrei dedicare il contenuto di questo articolo ai vantaggi offerti dall’uso del viraggio al selenio quale procedimento idoneo alla conservazione ed all’arricchimento tonale della stampa. Per il momento dedicheremo la nostra attenzione agli effetti che un viraggio di questo tipo produce sulle carte al bromuro d’argento, rimandando la discussione relativa al suo abbinamento con le emulsioni al clorobromuro, ovvero le carte a tono caldo.

Il viraggio al Selenio
Quando parliamo di viraggio al selenio è naturale pensare alla soluzione confezionata, commercialmente più diffusa, che è quella del “Kodak Rapid Selenium Toner” (KRST). Durante l’uso di questo prodotto dovremo adottare alcune precauzioni per la sua notevole tossicità: è consigliabile l’uso di pinze e guanti per evitare il contatto con la pelle e un frequente ricambio d’aria nell’ambiente di lavoro.

Optare per il viraggio al selenio significa ottenere i seguenti vantaggi:
Un incremento della permanenza dell’immagine: il toner al selenio protegge l’immagine della stampa fotografica dai gas ossidanti presenti nell’aria o da altri contaminanti potenziali che possono entrare in contatto con la fotografia. La sua azione chimica si basa sul principio di trasformazione dell’argento in un componente più stabile, nel nostro caso, il seleniuro d’argento.
Una intensificazione dei valori profondi: La reazione avviene in proporzione alla quantità di argento che compone l’immagine. Questo causa una intensificazione dei valori più bassi (dove c’è più argento) producendo neri e grigi scuri più intensi senza variare l’aspetto visivo nei bianchi. Alcuni fotografi sostengono che alle maggiori diluizioni si possa verificare anche una appena percettibile “pulizia” nei valori alti, questo a vantaggio della sensazione di brillantezza generale della fotografia.
Uno slittamento del colore dell’immagine verso una tonalità più gradevole: simultaneamente al rinforzo dei neri prende anche luogo una neutralizzazione dell’aspetto verdastro tipico di molte carte e l’immagine slitta verso una tonalità più fredda. (ricordo che quest’ultimo aspetto è valido solo per le carte al bromuro).

I cambiamenti nel colore dell’immagine e l’intensificazione delle ombre (vedi Fotogr. 2) dipendono dalla composizione dell’emulsione sensibile, dal tipo di rivelatore adottato, dalla concentrazione del toner e dal tempo di trattamento. Si possono intonare indistintamente sia le carte RC che le carte baritate FB traendone i medesimi benefici; ma sono dell’opinione che i risultati migliori si ottengono solo con queste ultime.
Se si pianifica un viraggio al selenio, una volta raggiunta l’esposizione ottimale di stampa, consiglio di applicare una diminuzione del tempo di sviluppo di circa il 10%, questo per compensare la perdita di dettaglio che si verificherebbe altrimenti nei valori più bassi.

Preparazione della soluzione di viraggio
Giunti alla preparazione della soluzione possiamo indirizzarci verso due scelte:

usare una diluizione variabile da 1+20 fino a 1+40, più idonea per contenere gli effetti di cambiamento sulla stampa e per controllare meglio l’azione progressiva del viraggio. In questo modo sfrutteremo solo parzialmente la sua efficacia a livello protettivo. Il preparato non si conserva;
adottare una formula più concentrata, nella misura di 1+5 fino a 1+9. In questo modo potremo aspettarci il massimo dell’effetto di annerimento nelle ombre e nello slittamento tonale dopo pochi minuti di trattamento. L’efficacia protettiva sarà massima e potremo riutilizzare la soluzione per diverse sessioni di lavoro fino al suo esaurimento.

Personalmente preferisco optare per il primo metodo di lavoro. Giudico che un effetto di viraggio troppo pronunciato provoca soventemente uno spostamento del colore verso una leggera tonalità porpora a mio avviso non esteticamente gradevole.
Ecco come preparare 1050ml di una soluzione di partenza ideale per il viraggio delle carte baritate (per ulteriori dettagli vedi anche Gente di Fotografia n°32):

200ml Kodak Hypo Clearing Agent Stock o Ilford Washaid concentrato + 800ml Acqua + 50ml KRST concentrato

Questa formula, intesa come bagno a perdere, realizza una diluizione 1+20 di KRST in aiuto lavaggio chimico Kodak o Ilford. Carte di differenti produttori possono richiedere diluizioni diverse. Se la stampa reagisce al viraggio troppo lentamente dovrà essere utilizzata una soluzione più concentrata; una reazione troppo rapida richiederà una maggiore diluizione.

A seguito della vasca di fissaggio dovranno essere preparate altre tre bacinelle contenenti:
Bacinella 1: bagno di viraggio costituito da KRST diluito in un aiuto lavaggio, come appena indicato.
Bacinella 2: una stampa di riferimento immersa nell’acqua identica a quelle da intonare.
Bacinella 3: un aiuto lavaggio fresco alla concentrazione di lavoro (Kodak Hypo Clearing Agent o Ilford Washaid).

Nudo su una scala, Zelata di Bereguardo, 1986
Immagine non sottoposta a viraggio. L’uso del bromuro di potassio nei bagni di sviluppo tende a rendere il colore della stampa lievemente verdognolo. I neri della stampa non raggiungono densità profonde.
Nudo su una scala, Zelata di Bereguardo, 1986
La medesima immagine sottoposta a viraggio al selenio. Questo procedimento produce un raffreddamento del colore dell’immagine e una intensificazione dei valori profondi. Con alcune carte anche le alte luci e i valori molto alti possono talvolta acquistare in brillantezza.

PROCEDURA
Per prima cosa si immerge la stampa di riferimento nella bacinella contenente acqua. Questa ci sarà utile come metro di paragone nella valutazione dell’effetto progressivo del viraggio sulle stampe da intonare.
Consiglio, per mia esperienza, di usare in abbinamento al viraggio al selenio la procedura abbreviata di fissaggio-lavaggio Ilford per le carte baritate. (Vedi il precedente articolo”Laboratorio” su Gente di Fotografia n°33).

Ecco, fase per fase, come sono abituato ad operare:
1. Si provvede a fissare la stampa in un bagno di fissaggio acido all’iposolfito di ammonio non oltre i 60 secondi a 20C°.

2. La stampa viene trasferita direttamente nel bagno di viraggio preferibilmente utilizzato ad una temperatura prossima ai 25C°. A questo punto dovrebbe rimanerci fino a che non si è raggiunto, per confronto con la stampa di riferimento, l’effetto desiderato (un valore di grigio medio è l’ideale). La diluizione del viraggio dovrebbe essere “aggiustata” in maniera tale che la stampa possa raggiungere il tono desiderato in un tempo compreso fra i 3 e i 5 minuti.
3. A viraggio completato si trasferisce la fotografia nell’aiuto lavaggio per un tempo pari a circa 10 minuti (20C°), agitando di tanto in tanto. Questa operazione serve a bloccare il progredire del viraggio e ad agevolare, durante il lavaggio, l’eliminazione dell’iposolfito residuo nella fibra.
4. Breve risciacquo seguito da un lavaggio di almeno 30 minuti.
5. Al termine del lavaggio si immerge la stampa per alcuni minuti in una soluzione imbibente per negativi e si procede all’asciugatura.

Se per praticità od economia, si preferisca passare al viraggio in un secondo tempo, magari trattando più stampe contemporaneamente, è importante che queste ultime siano state precedentemente sottoposte ad un ciclo completo di lavaggio prima dell’asciugatura. Al momento in cui si decida di effettuare il viraggio le fotografie dovranno essere nuovamente bagnate per 5/10 minuti in una bacinella d’acqua. Solo dopo questa operazione potremo passare al viraggio come descritto al punto 2. Potremo anche optare per un viraggio completo in una soluzione più concentrata di KRST diluito con sola acqua distillata (Le diluizioni da 1+5 a 1+9 sono ideali per la conservazione d’archivio).

N.B.: ogni volta in cui la carta da stampa è del tipo politenato è possibile omettere l’impiego dell’aiuto lavaggio per preparare la soluzione. Prima dell’intonazione sarà sufficiente preparare la fotografia con un breve lavaggio in acqua corrente.

Alcune accortezze nel trattamento
Nel caso si decida di sottoporre a viraggio al selenio le proprie fotografie, consiglio, per una buona riuscita, di osservare scrupolosamente ogni fase del trattamento. Utilizzando soluzioni contaminate od esaurite potranno presentarsi, durante il viraggio stesso, sgradevoli macchie arancioni o rosa. Talvolta questo problema si verifica se la soluzione di toner diviene acida. Molti colleghi, per aggirare, il problema usano aggiungere circa 20 grammi di Metaborato di Sodio ad ogni litro di soluzione di viraggio.

Conclusioni
Malgrado le procedure descritte possano sembrare piuttosto complesse, il viraggio al selenio è uno dei procedimenti di intonazione-protezione più semplici da eseguire. Durante il trattamento il suo effetto è valutabile a vista; non induce al rammollimento e alla opacizzazione della gelatina; lo spostamento tonale con le carte al bromuro è gradevole e non invadente. Grazie al rinforzo dei neri profondi la stampa guadagna spazio nella gamma di riflettanza assumendo così un aspetto più profondo e brillante.
Nel prossimo articolo, analizzeremo l’effetto che questo viraggio produce sulle carte a tono caldo, con le quali sarà possibile ottenere una varietà di intonazioni molto interessanti dal punto di vista creativo.

Testo e immagini © Marco Barsanti

Articolo pubblicato sul numero 34, della primavera-estate 2003 di Gente di Fotografia. Rubrica “Laboratorio”

Daido Moriyama

Daido Moriyama – Stray Dog, 1971

Daido Moriyama