Il Viraggio al Selenio nella Stampa in Bianco e Nero – prima parte

Una delle prime mostre fotografiche di un autore importante che in passato ho avuto occasione di visitare è stata quella del cecoslovacco Josef Koudelka. Oltre alla potenza estetica delle immagini, rimasi molto colpito dalla straordinaria qualità degli ingrandimenti. Niente a che vedere con i parametri qualitativi a cui ero ingenuamente abituato fino a quel momento. I neri vasti e profondi delle stampe di Koudelka mi lasciarono senza parole.
Da quel momento, e per molto tempo, mi sono chiesto quali ulteriori accorgimenti, in aggiunta alla normale procedura base, fossero necessari per migliorare lo standard qualitativo di una stampa fotografica in bianco e nero.

In camera oscura ci si abitua ben presto, ed a malincuore, a valutare che l’effetto visivo di brillantezza e profondità che la stampa assume quando è ancora bagnata verrà in gran parte perso dopo l’asciugatura. L’aspetto accattivante della fotografia ancora immersa nell’acqua di lavaggio lo si perde inevitabilmente quando i valori alti, osservati su una stampa essiccata, non conservano la stessa luminosità. Anche i valori profondi, in molti casi, possono trasformarsi in fangosi e poco separati.
E’ necessario a questo punto, per espandere al massimo i risultati, dedicare ad ogni stadio del trattamento nuovi accorgimenti utili a sfruttare al meglio le possibilità afferte dai materiali che stiamo impiegando. Saranno necessari una adeguata formula di sviluppo arricchita di un antivelo per migliorare la resa dei bianchi, un bagno di viraggio al selenio a fine processo; tutto quanto abbinato ad una buona carta fotografica ricca di argento.

Negli articoli precedenti abbiamo già discusso sull’uso di alcune tecniche di viraggio e sulle caratteristiche di conservazione delle stampe fotografiche in bianco e nero. Riallacciandomi a quanto già in parte affrontato, vorrei dedicare il contenuto di questo articolo ai vantaggi offerti dall’uso del viraggio al selenio quale procedimento idoneo alla conservazione ed all’arricchimento tonale della stampa. Per il momento dedicheremo la nostra attenzione agli effetti che un viraggio di questo tipo produce sulle carte al bromuro d’argento, rimandando la discussione relativa al suo abbinamento con le emulsioni al clorobromuro, ovvero le carte a tono caldo.

Il viraggio al Selenio
Quando parliamo di viraggio al selenio è naturale pensare alla soluzione confezionata, commercialmente più diffusa, che è quella del “Kodak Rapid Selenium Toner” (KRST). Durante l’uso di questo prodotto dovremo adottare alcune precauzioni per la sua notevole tossicità: è consigliabile l’uso di pinze e guanti per evitare il contatto con la pelle e un frequente ricambio d’aria nell’ambiente di lavoro.

Optare per il viraggio al selenio significa ottenere i seguenti vantaggi:
Un incremento della permanenza dell’immagine: il toner al selenio protegge l’immagine della stampa fotografica dai gas ossidanti presenti nell’aria o da altri contaminanti potenziali che possono entrare in contatto con la fotografia. La sua azione chimica si basa sul principio di trasformazione dell’argento in un componente più stabile, nel nostro caso, il seleniuro d’argento.
Una intensificazione dei valori profondi: La reazione avviene in proporzione alla quantità di argento che compone l’immagine. Questo causa una intensificazione dei valori più bassi (dove c’è più argento) producendo neri e grigi scuri più intensi senza variare l’aspetto visivo nei bianchi. Alcuni fotografi sostengono che alle maggiori diluizioni si possa verificare anche una appena percettibile “pulizia” nei valori alti, questo a vantaggio della sensazione di brillantezza generale della fotografia.
Uno slittamento del colore dell’immagine verso una tonalità più gradevole: simultaneamente al rinforzo dei neri prende anche luogo una neutralizzazione dell’aspetto verdastro tipico di molte carte e l’immagine slitta verso una tonalità più fredda. (ricordo che quest’ultimo aspetto è valido solo per le carte al bromuro).

I cambiamenti nel colore dell’immagine e l’intensificazione delle ombre (vedi Fotogr. 2) dipendono dalla composizione dell’emulsione sensibile, dal tipo di rivelatore adottato, dalla concentrazione del toner e dal tempo di trattamento. Si possono intonare indistintamente sia le carte RC che le carte baritate FB traendone i medesimi benefici; ma sono dell’opinione che i risultati migliori si ottengono solo con queste ultime.
Se si pianifica un viraggio al selenio, una volta raggiunta l’esposizione ottimale di stampa, consiglio di applicare una diminuzione del tempo di sviluppo di circa il 10%, questo per compensare la perdita di dettaglio che si verificherebbe altrimenti nei valori più bassi.

Preparazione della soluzione di viraggio
Giunti alla preparazione della soluzione possiamo indirizzarci verso due scelte:

usare una diluizione variabile da 1+20 fino a 1+40, più idonea per contenere gli effetti di cambiamento sulla stampa e per controllare meglio l’azione progressiva del viraggio. In questo modo sfrutteremo solo parzialmente la sua efficacia a livello protettivo. Il preparato non si conserva;
adottare una formula più concentrata, nella misura di 1+5 fino a 1+9. In questo modo potremo aspettarci il massimo dell’effetto di annerimento nelle ombre e nello slittamento tonale dopo pochi minuti di trattamento. L’efficacia protettiva sarà massima e potremo riutilizzare la soluzione per diverse sessioni di lavoro fino al suo esaurimento.

Personalmente preferisco optare per il primo metodo di lavoro. Giudico che un effetto di viraggio troppo pronunciato provoca soventemente uno spostamento del colore verso una leggera tonalità porpora a mio avviso non esteticamente gradevole.
Ecco come preparare 1050ml di una soluzione di partenza ideale per il viraggio delle carte baritate (per ulteriori dettagli vedi anche Gente di Fotografia n°32):

200ml Kodak Hypo Clearing Agent Stock o Ilford Washaid concentrato + 800ml Acqua + 50ml KRST concentrato

Questa formula, intesa come bagno a perdere, realizza una diluizione 1+20 di KRST in aiuto lavaggio chimico Kodak o Ilford. Carte di differenti produttori possono richiedere diluizioni diverse. Se la stampa reagisce al viraggio troppo lentamente dovrà essere utilizzata una soluzione più concentrata; una reazione troppo rapida richiederà una maggiore diluizione.

A seguito della vasca di fissaggio dovranno essere preparate altre tre bacinelle contenenti:
Bacinella 1: bagno di viraggio costituito da KRST diluito in un aiuto lavaggio, come appena indicato.
Bacinella 2: una stampa di riferimento immersa nell’acqua identica a quelle da intonare.
Bacinella 3: un aiuto lavaggio fresco alla concentrazione di lavoro (Kodak Hypo Clearing Agent o Ilford Washaid).

Nudo su una scala, Zelata di Bereguardo, 1986
Immagine non sottoposta a viraggio. L’uso del bromuro di potassio nei bagni di sviluppo tende a rendere il colore della stampa lievemente verdognolo. I neri della stampa non raggiungono densità profonde.
Nudo su una scala, Zelata di Bereguardo, 1986
La medesima immagine sottoposta a viraggio al selenio. Questo procedimento produce un raffreddamento del colore dell’immagine e una intensificazione dei valori profondi. Con alcune carte anche le alte luci e i valori molto alti possono talvolta acquistare in brillantezza.

PROCEDURA
Per prima cosa si immerge la stampa di riferimento nella bacinella contenente acqua. Questa ci sarà utile come metro di paragone nella valutazione dell’effetto progressivo del viraggio sulle stampe da intonare.
Consiglio, per mia esperienza, di usare in abbinamento al viraggio al selenio la procedura abbreviata di fissaggio-lavaggio Ilford per le carte baritate. (Vedi il precedente articolo”Laboratorio” su Gente di Fotografia n°33).

Ecco, fase per fase, come sono abituato ad operare:
1. Si provvede a fissare la stampa in un bagno di fissaggio acido all’iposolfito di ammonio non oltre i 60 secondi a 20C°.

2. La stampa viene trasferita direttamente nel bagno di viraggio preferibilmente utilizzato ad una temperatura prossima ai 25C°. A questo punto dovrebbe rimanerci fino a che non si è raggiunto, per confronto con la stampa di riferimento, l’effetto desiderato (un valore di grigio medio è l’ideale). La diluizione del viraggio dovrebbe essere “aggiustata” in maniera tale che la stampa possa raggiungere il tono desiderato in un tempo compreso fra i 3 e i 5 minuti.
3. A viraggio completato si trasferisce la fotografia nell’aiuto lavaggio per un tempo pari a circa 10 minuti (20C°), agitando di tanto in tanto. Questa operazione serve a bloccare il progredire del viraggio e ad agevolare, durante il lavaggio, l’eliminazione dell’iposolfito residuo nella fibra.
4. Breve risciacquo seguito da un lavaggio di almeno 30 minuti.
5. Al termine del lavaggio si immerge la stampa per alcuni minuti in una soluzione imbibente per negativi e si procede all’asciugatura.

Se per praticità od economia, si preferisca passare al viraggio in un secondo tempo, magari trattando più stampe contemporaneamente, è importante che queste ultime siano state precedentemente sottoposte ad un ciclo completo di lavaggio prima dell’asciugatura. Al momento in cui si decida di effettuare il viraggio le fotografie dovranno essere nuovamente bagnate per 5/10 minuti in una bacinella d’acqua. Solo dopo questa operazione potremo passare al viraggio come descritto al punto 2. Potremo anche optare per un viraggio completo in una soluzione più concentrata di KRST diluito con sola acqua distillata (Le diluizioni da 1+5 a 1+9 sono ideali per la conservazione d’archivio).

N.B.: ogni volta in cui la carta da stampa è del tipo politenato è possibile omettere l’impiego dell’aiuto lavaggio per preparare la soluzione. Prima dell’intonazione sarà sufficiente preparare la fotografia con un breve lavaggio in acqua corrente.

Alcune accortezze nel trattamento
Nel caso si decida di sottoporre a viraggio al selenio le proprie fotografie, consiglio, per una buona riuscita, di osservare scrupolosamente ogni fase del trattamento. Utilizzando soluzioni contaminate od esaurite potranno presentarsi, durante il viraggio stesso, sgradevoli macchie arancioni o rosa. Talvolta questo problema si verifica se la soluzione di toner diviene acida. Molti colleghi, per aggirare, il problema usano aggiungere circa 20 grammi di Metaborato di Sodio ad ogni litro di soluzione di viraggio.

Conclusioni
Malgrado le procedure descritte possano sembrare piuttosto complesse, il viraggio al selenio è uno dei procedimenti di intonazione-protezione più semplici da eseguire. Durante il trattamento il suo effetto è valutabile a vista; non induce al rammollimento e alla opacizzazione della gelatina; lo spostamento tonale con le carte al bromuro è gradevole e non invadente. Grazie al rinforzo dei neri profondi la stampa guadagna spazio nella gamma di riflettanza assumendo così un aspetto più profondo e brillante.
Nel prossimo articolo, analizzeremo l’effetto che questo viraggio produce sulle carte a tono caldo, con le quali sarà possibile ottenere una varietà di intonazioni molto interessanti dal punto di vista creativo.

Testo e immagini © Marco Barsanti

Articolo pubblicato sul numero 34, della primavera-estate 2003 di Gente di Fotografia. Rubrica “Laboratorio”

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