Tecniche di viraggio “spezzato” sulla stampa

Ho iniziato a sperimentare i procedimenti di intonazione sulle carte fotografiche in bianco e nero molti anni fa, praticamente in concomitanza con le mie prime esperienze di camera oscura e provando tutto ciò che era possibile. Da questa sperimentazione scaturiva una infinita possibilità di combinare sostanze chimiche diverse con carte da stampa diverse.
Man mano che le mie prove proseguivano e dopo aver scartato i risultati cromatici che non ritenevo essere di contributo estetico alle mie fotografie, mi resi conto che le mie preferenze si indirizzavano verso le tonalità più calde e delicate.
Ricordo, ad un certo punto di essere rimasto molto affascinato dalla lettura di una pubblicazione americana della Kodak la quale sottolineava i potenziali benefici apportati dal viraggio al selenio sulle stampe fotografiche in bianco e nero. Non solo avevo scoperto che con tale viraggio era possibile ottenere una grande varietà di sottili toni marroni purpurei in rapporto alle carte impiegate, ma che tale procedimento era essenziale per la conservazione nel tempo della stampa stessa.

Lo spunto per la stesura di questo tutorial/articolo trae origine da una serie di nudi che ho realizzato in studio alcuni anni fa, e stampati con un particolare procedimento di viraggio multiplo ottenuto combinando a fasi successive tre differenti bagni di intonazione sulla stampa finale. Ciò che ne risulta è un’immagine a tono caldo sulla quale le alteluci brillano di luminosità e colore propri, differenziandosi dal resto dell’immagine (vedi fotogf n°4).
Per poter mettere in pratica questo procedimento, detto di viraggio “spezzato”, sono necessari, oltre a tutti i normali strumenti di camera oscura dei quali non starò in questa sede a fare elenco, i tre bagni di intonazione costituiti da: un viraggio al selenio, un toner al polisolfuro, un bagno di viraggio all’oro (Cloruro d’Oro). Sarà anche necessaria una soluzione chiarificatrice dell’iposolfito ( a base di Solfito di Sodio) e naturalmente la stampa da intonare, necessariamente realizzata su carta politenata o baritata al Clorobromuro, più semplicemente denominata carta a tono caldo.
Fortunatamente ogni singolo bagno necessario esiste come prodotto già preparato e disponibile in commercio.

LA STAMPA
Si parte da una stampa normalmente sviluppata, trattata possibilmente in un rivelatore che ne conservi le caratteristiche di tonalità calda (Tipo Agfa Neutol WA o simili).
Consiglio, per le prime sperimentazioni di indirizzarsi verso una qualsiasi varietà di carta di tipo politenato, questo per semplificare ogni operazione intermedia di lavaggio.
In fase di ingrandimento, come di consueto, si determina il grado di contrasto e l’esposizione adeguati per raggiungere il risultato visivo desiderato, poi si provvede a variare i due parametri abbassando la gradazione di contrasto di circa mezzo punto ed aumentando l’esposizione di un 10% c.a. In sintesi, l’aspetto finale dell’immagine deve risultare moderatamente più denso e morbido di quanto ritenuto corretto. (vedi fotogr. 1) Inutile sottolineare la necessità successiva di un adeguato fissaggio e lavaggio del foglio, accorgimenti tassativamente necessari ad introdurre ogni intervento di intonazione.

LA PREPARAZIONE DEI BAGNI DI VIRAGGIO

Toner al Selenio:
Si passa alla preparazione del primo bagno che sarà costituito da un viraggio al selenio molto diluito. Per praticità di preparazione si parte da una soluzione concentrata di Kodak Rapid Selenium Toner (RST) il quale dovrà essere diluito nella proporzione di 1+40 con acqua.
Questa semplice combinazione fra viraggio concentrato ed acqua agirà benissimo se impiegata su una carta tipo RC. Di contro dovremo rispettare certi ulteriori accorgimenti in abbinamento ad una carta baritata, ma su quest’ultimo punto torneremo più tardi.
Toner al Polisolfuro di Sodio:
Come secondo bagno, il prodotto Agfa Viradon (Brown Toner) che spero sia ancora commercializzato, costituirà il nostro viraggio al Polisolfuro. La diluizione del concentrato con acqua, come indicato sulla confezione, rispetterà il rapporto 1+50.
Toner all’Oro:
Anche l’ultimo bagno di viraggio è disponibile come prodotto già preparato da non diluire. La tedesca Tetenal ha in catalogo un ottimo “Goldtoner”, non esattamente economico ma semplice da usare e soprattutto riutilizzabile.

LA PROCEDURA CON LE CARTE TIPO RC
Si dispongono sul tavolo di lavoro le tre bacinelle contenenti i bagni di viraggio. Dovremo da ora in poi avere l’accortezza di lavorare in luce attenuata e, considerata la tossicità di alcuni componenti, di mantenere l’ambiente ben ventilato. Inutile ricordare che la stampa sarà pronta per il primo trattamento nel viraggio al selenio solo dopo essere stata fissata ed accuratamente lavata; tengo anche a precisare che i seguenti parametri di lavoro dovranno essere considerati solo come punto di partenza per la riuscita del procedimento.

1. Viraggio al Selenio (1+40): Tempo di trattamento circa 6/7 min. a 24°C con agitaz intermittente. (vedi fotogr. 2)
2. Risciacquo per alcuni min. in acqua corrente.
3. Viraggio al Polisolf. (1+50): Tempo di trattamento circa 2 min. a 20°C con agitaz. Intermittente. (vedi fotogr. 3)
4. Risciacquo per alcuni min. in acqua corrente fino alla scomparsa della colorazione gialla.
5. Viraggio all’oro: Tempo di trattamento a vista in temperatura ambiente fino al raggiungimento del risultato. (vedi fotogr. 4)
6. Lavaggio finale in acqua corrente ed essiccazione.

LA PROCEDURA CON LE CARTE BARITATE
La procedura da seguire con le carte baritate rimane la medesima, tuttavia saranno necessarie alcune modifiche nella preparazione del toner al selenio oltre ad una più accurata attenzione ad ogni operazione di risciacquo o lavaggio che dovranno essere condotte sempre molto a fondo.

Nella preparazione del bagno di viraggio al selenio l’acqua dovrà essere sostituita da una soluzione alcalina a base di solfito di sodio. Il prodotto in polvere Kodak Hypo Clearing Agent (HCA) farà al caso nostro. Attenendosi alle istruzioni sulla confezione del prodotto stesso otterremo una soluzione stock che dovrà essere diluita ulteriormente con acqua nella proporzione di 1+4 al momento del suo utilizzo. In quest’ultima soluzione di lavoro dovrà essere a sua volta diluito il RST nella proporzione di 1:20.

Per preparare 1050ml di toner: 200ml HCA Stock + 800ml Acqua + 50ml RST .

Dovremo modificare così la procedura:
1. Viraggio al selenio combinato con HCA (1+20): tempo di trattamento circa 7/8 min. a 24°C.
2. Successivo trattamento in HCA alla diluizione di lavoro 1+4 per 2 min. a 20°C.
3. Risciacquo accurato in acqua corrente.
4. Viraggio al Polisolf. (1+50): Tempo di trattamento circa 2 min. a 20°C con agitaz. Intermittente.
5. Risciacquo in acqua corrente fino alla totale scomparsa della colorazione gialla.
6. Successivo trattamento in un induritore all’allume tipo Tetenal Harter o simili per un paio di min.
7. Risciacquo accurato in acqua corrente.
8. Viraggio all’oro: Tempo di trattamento a vista in temperatura ambiente fino al raggiungimento del risultato.
9. Lavaggio finale in acqua corrente per almeno 30min e successiva essiccazione.

L’uso dell’induritore al punto 6. è necessario per ripristinare il rammollimento della gelatina indotto dal trattamento in polisolfuro.

CONCLUSIONI
Al termine di questo articolo è da considerarsi lecito un certo disorientamento, ma tengo a precisare che la complessità del procedimento è legata soprattutto alla messa in atto di una mia libera sperimentazione a scopo creativo.
In realtà ogni singolo intervento di viraggio possiede caratteristiche individuali la cui preziosità non è legata solo ad un particolare parametro estetico di intonazione dell’immagine, ma rappresenta anche un procedimento indispensabile per completare la cosiddetta procedura di archivio della stampa fotografica che come sappiamo inizia con l’operazione di fissaggio.

Testo e immagini © Marco Barsanti

Articolo pubblicato sul numero 32, dell’autunno 2002 di Gente di Fotografia. Rubrica “Laboratorio”

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