Corso di Fotografia Avanzato – Lavori Fotografici degli Studenti

CORSI DI FOTOGRAFIA PHOTOLUX FESTIVAL

(LIVELLO AVANZATO) – Febbraio/Giugno 2019

Contenuto del Corso: Utilizzo di Adobe Lightroom e realizzazione di un Progetto Fotografico.

Quattro mesi di riprese fotografiche, revisioni di gruppo, discussioni, messa a punto estetica e tecnica. Ecco il risultato.

Espongono in questo spazio: Gabriella Bertolucci; Viviano Borelli; Annarita Cardella; Antonella Innocenti; Marco Lencioni; Stefano Lencioni; Laura Menesini; Viola Polidori; Morgana Libera Rizzo.

Il programma del corso


GABRIELLA BERTOLUCCI

La mano veicolo di comunicazione

Con la loro capacità di rafforzare e spesso sostituire le parole, le mani diventano uno strumento prezioso di lettura e comprensione degli altri, sono ciò che ci permette di afferrare e manipolare e di trasmettere segnali all’esterno.

Nella medicina cinese, l’uomo è il prodotto della combinazione del cielo e della terra, riceve la forza dal cielo sopra di lui e dalla terra su cui poggia; cattura l’energia del cielo attraverso la testa e i palmi delle mani, ed è per questa ragione che le mappe dell’agopuntura rappresentano l’uomo con le mani protese verso l’alto.

Le gambe rappresentano simbolicamente la possibilità di raggiungere una destinazione nella vita: raggiunta questa, si ha bisogno delle mani per maneggiare e manipolare la realtà delle scelte che si sono fatte.

Nello specifico della medicina cinese, punti e meridiani presenti sulle mani, appartengono all’elemento Metallo (yin), pollice e indice, e al Fuoco (yang) medio, anulare e mignolo.

Quasi la totalità dei punti presenti sulle mani agisce sulla psiche: la mano rappresenta una sorta di microcosmo del corpo umano. Sulla mano troviamo punti di corrispondenza per tutte le parti e gli organi del corpo.

Quindi alla luce di quanto sopra risulta evidente che, in caso di trauma della mano, è necessaria una buona riabilitazione in quanto le mani sono l’elemento che ci permette di entrare in contatto con l’ambiente esterno ed anche con gli organi interni.

Gabriella



VIVIANO BORELLI

La voglia di realizzare queste foto è nata dalla mia passione per la foto di strada e la bellezza delle forme di luce e di onbre che il sole crea dentro la città.
(Nel caso specifico, sono foto realizzate all’interno delle mura di lucca)

Ho cercato per quanto possibile di mettere assieme le due cose con foto in bianco e nero, in modo da poter sfruttare i forti contrasti di luce, talvolta esagerarti co ho voluto dare a queste foto.

Questa è una visione diversa della città, sempre vista con pochissime persone, talvolta singole e molto spesso non riconoscibili.

Viviano Borelli



ANNARITA CARDELLA

Così vicini così lontani

Chi non ha mai preso un treno? Di solito entriamo in una stazione grande o piccola che sia, compriamo il biglietto e con passo risoluto ci avviamo verso il binario aspettando che il viaggio inizi.

Probabilmente pochi di noi si sono soffermati a guardarsi intorno dentro o fuori la stazione, forse uno sguardo fugace sulle persone, forse compriamo una rivista, o sorseggiamo un caffè, per ingannare l’attesa…ma le abbiamo veramente viste le nostre piccole stazioni? Abbiamo osservato gli edifici intorno? Io no, almeno non prima di questo progetto.

L’obiettivo di questo portfolio è proprio questo, scovare dentro le stazioni impresenziate luoghi abbandonati: appartamenti, depositi…un patrimonio fatiscente, morente ma che ha ancora storie da raccontare.

Vorrei far conoscere questi luoghi disabitati, in rovina, ma ancora vivi…storie di uomini e donne che nel corso del tempo hanno sostato, vissuto, mangiato, dormito qui.

Ho avvertito soprattutto disperazione fotografando queste stanze, persone che non avevano più sogni, solo dolore, probabilmente per alcuni di loro il viaggio è finito lì con l’ultimo treno, con l’ultimo cartone di vino, con l’ultima dose o con un ultimo amplesso.

I luoghi che ho fotografato fanno parte delle stazioni tra le provincie di Lucca e Massa Carrara, non svelerò i dettagli ma sappiate che sono foto scattate in edifici appartenenti alle stazioni stesse.

Buon viaggio!

Annarita Cardella



ANTONELLA INNOCENTI

La natura è arte.

La fotografia rappresenta la natura.

Arte e natura si fondo nella fotografia.

Antonella Innocenti



MARCO LENCIONI

BEFORE RESILIENCY

Resilienza:

  • Ecologia
    “Velocità con cui una comunità (o un sistema ecologico) ritorna al suo stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che l’ha allontanata da quello stato; le alterazioni possono essere causate sia da eventi naturali, sia da attività antropiche.”

  • Psicologia
    “Capacità di reagire a traumi e difficoltà, recuperando l’equilibrio psicologico attraverso la mobilitazione delle risorse interiori e la riorganizzazione in chiave positiva della struttura della personalità.”

Before Resiliency rappresenta l’attimo che segue gli errori, le avversità e le sventure della vita e che precede l’equilibrio e la rinascita dalle ceneri; in questa raccolta non c’è resa o sconfitta, solo la calma dopo la tempesta.

Protagonista costante della composizione è la natura che richiama le pose statiche e gli sguardi amimici. Rami spezzati e radici recise fanno da palcoscenico, accentuando l’intreccio di storie e istanti sospesi nel tempo. Situazioni e i simboli possono fare da richiamo a elementi della memoria individuale dell’osservatore, prendendo spunto dall’immaginario pittorico e fotografico collettivo.

La fragilità umana qui è intesa come l’essenza degli uomini, l’adattamento a ogni forma di avversità.

Marco Lencioni



 

STEFANO LENCIONI

Maschera su Volto

Il mio portfolio è nato grazie a Lee Jeffries, fotografo ritrattista scoperto per caso (e per fortuna) mentre cercavo ispirazione.
Ho trovato volti che lasciassero ben trasparire il vissuto della persona, che facessero immaginare quali erano state le cause per le quali oggi quel volto è così come si presenta.
Ho lavorato per valorizzare ogni singolarità, esaltandola tramite il fondo nero.
La luce, i colori del viso, il riflesso negli occhi sono stati calcolati per redere al meglio quello che il volto esprime, sia reale o maschera: la personalità, l’anima, il carattere o almeno quello che vogliamo lasciar trasparire.
Ognuno di noi, guardando l’altra persona, si immagina una storia nella propria testa. Io con queste foto vorrei lasciar intendere qual è questa storia secondo me.

Stefano Lencioni

 

 



 

LAURA MENESINI

Il mio mondo

La fotografia deve suggerire, non dire o spiegare e della
realtà mostra l’idea che ne ha il fotografo.
Con la macchina fotografica si può unire verità e bellezza e
tale combinazione si può trovare in molte sfuggenti forme
della realtà.

Laura Menesini



 

VIOLA POLIDORI

Ma tu prendimi la mano

Non posso piangere, sono finta.

Il mio cuore è di pietra, non ho sentimenti.

La mia pelle è di marmo, sono fredda.

La mia espressione non muta,

anche se qui intorno a me scorre la vita.

Ho smarrito il senso del tempo,

prende spazio il mio tormento.

Non ho occhi, non ho cuore.

Ma tu prendimi la mano

E andiamo lontano.

Viola Polidori



 

MORGANA LIBERA RIZZO

L’illusione della forma
Questo progetto si basa sul gioco di ombre e luci e sulla capacità della nostra mente di immaginare o intuire ciò che non è sempre chiaramente evidente, nella fotografia, nell’arte, come in qualsiasi ambito. Vaghiamo alla ricerca del momento in cui finalmente riconosciamo un dettaglio, in questo caso riferito al corpo umano, e da quel particolare catturato di sfuggita ricostruiamo l’intera forma di qualcosa che fino a pochi istanti prima non aveva senso.
L’enigma della mente.
Morgana Libera Rizzo

 

 

 

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