CORSI DI FOTOGRAFIA PHOTOLUX FESTIVAL
(LIVELLO AVANZATO) – Febbraio/Giugno 2014

Contenuto del Corso: Utilizzo di Adobe Camera Raw e realizzazione di un Portfolio Fotografico a tema.

Sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti  alla fine di queste lezioni. Circa quattro mesi di riprese fotografiche, revisioni di gruppo, discussioni, messa a punto.
E non posso che rimaner sorpreso dai risultati conseguiti dai partecipanti, la maggior parte  avvicinatisi alla fotografia solo pochi mesi prima, con un percorso didattico base e di utilizzo in “abc” della macchina fotografica.

L’espressività, la cura, la tenacia di tutti nel portare avanti il proprio portfolio, e soprattutto l’ottimo risultato finale mi hanno riempito di vero entusiasmo.

Del resto il mio”obiettivo” finale è quello di trasmettere educazione verso la buona fotografia.
Penso che ci siamo riusciti.

Marco Barsanti

Il programma del corso


ANDREA BIGGI

La ex Manifattura Tabacchi di Lucca

La Manifattura Tabacchi di Lucca è stata la più grande industria all’interno del centro storico dal 1818, anno di apertura, al 2004, anno di trasferimento della produzione fuori dalla città nella zona industriale.

I suoi edifici si sviluppano su una superficie maggiore di 20.000 mq, pari ad un intero quartiere, oggi rigidamente separato dal resto della città.

Questo lavoro non vuole soffermarsi su uno stato di degrado generale evidenziando il contrasto tra il complesso abbandonato e gli edifici abitati adiacenti e nemmeno limitarsi ad una mera indagine sullo stato di conservazione delle strutture evidenziando gli effetti del tempo.

Ho cercato di vedere in ogni stanza l’ambiente ormai vuoto nel quale, per un secolo, migliaia di persone hanno svolto la loro attività lavorativa, come se si potesse immaginare qualcosa di quanto è stato recitato osservando il palco di un teatro ormai svuotato.

In effetti la scelta dello stesso identico tipo di inquadratura in ogni fotografia, sembra quasi simulare l’effetto visivo che può avere uno spettatore che, in base alla posizione del proprio posto nella sala, mantiene lo stesso angolo di visuale al variare delle scenografie.

In ogni locale, in ogni corridoio, gli utensili abbandonati, le macchine bloccate, i cartelli, le sedie vuote, sono tracce di passaggi umani, delle loro attività lavorative, dei loro momenti di riposo.

L’esplorazione interna è una specie di viaggio nel tempo, dove porte e finestre sono varchi dell’involucro che separa il mondo reale esterno dal mondo sospeso interno, dove anche le pareti sembrano avere acquisito una propria anima ed una storia da raccontare dopo un secolo di ascolto.

Andrea Biggi, Giugno 2014



LAURA CRESPIN – L’OSPEDALE SAN LUCA

Laura Crespin
Laura Crespin

Sono un medico ospedaliero e lavoro presso la ASL 2 di Lucca. Nell’ultimo anno l’argomento “nuovo ospedale” – “trasferimento” è stato molto discusso e molto sentito da noi operatori sanitari. La mia prima visita al nuovo ospedale, risale al maggio 2013 quando era ancora un cantiere e venivano organizzate visite guidate per far visionare il nostro “futuro” reparto. In quell’occasione, devo ammettere che non avevo ben capito come sarebbe stato diviso e non riuscivo proprio ad immaginarlo a fine lavori. A novembre 2013 ci sono tornata e gli spazi erano stati definiti ; si iniziava ad avere un’idea della nuova sede lavorativa. Sempre in quel periodo, era stato deciso che il trasferimento sarebbe avvenuto nel mese di febbraio 2014, ma questa data non è stata rispettata perché i lavori non erano terminati. Ho deciso di fotografare l’evoluzione dell’Ospedale San Luca e dal mese di febbraio 2014 fino al 18 maggio, data dell’apertura, ho cercato di documentare la progressione dei lavori. Ora siamo nel “Nuovo Ospedale”, tutti i giorni vedo i locali con gli arredi definitivi, per cui ho scelto immagini “insolite” e diverse da ciò che si vede attualmente.
Laura Crespin, Giugno 2014



SERAFINO FASULO – GOLGOTA

Serafino Fasulo
Serafino Fasulo

Le immagini del portfolio scaturiscono dalle maglie di un percorso circolare che si è autogenerato, prescindendo da pianificazioni razionali e da volontà rappresentative pregresse ed attingendo invece dalla matrice inconscia di un afflato personale ed esistenziale.

L’incipit del lavoro è costituito dall’immagine radiografica del teschio, la cui osservazione ha consentito allo sguardo di creare una relazione mutevole tra gli spazi, avvalendosi degli elementi luce/buio e trasparenza/opacità. L’alternarsi della contemplazione del pieno e del vuoto, del luminoso e dell’oscuro ha generato una riflessione su dentro e fuori, su involucro e contenuto, in ultima analisi su vita e morte.

La messa in quadro del teschio e del volto ha implicato la creazione e l’utilizzo di una sottile linea di demarcazione che nell’atto di separare i due elementi li ha ulteriormente posti in relazione. Si è così venuta a creare casualmente -o forse causalmente – una relazione spaziale ortogonale tra gli oggetti, traducibile in un simbolo, nell’immagine frammentata di qualcosa che indugiava a manifestarsi: la porzione di una croce.

La croce è divenuta da quel momento idea dominante dello sguardo e prepotentemente anche soggetto del racconto fotografico. Laddove vita e morte instaurano un dialogo così intenso e serrato, essendo l’una ragione dell’altra, la croce diviene necessariamente figura di entrambe e dunque anche di tutti gli ingredienti di cui si compone l’esistenza: il piacere e la sua negazione, il riposo, l’attesa, la fuga, l’espiazione, la perdita ed il guadagno, la ripresa.

L’epifania conclusiva di una croce inesistente, materializzatasi allo sguardo in virtù di un gioco di ombre stagliate sulla superficie di una struttura insolita, ha richiamato inevitabilmente alla mente il Golgota, il luogo della croce per eccellenza, ma anche e soprattutto, in quello che è il suo più stretto senso etimologico, il luogo del teschio. Si è così chiuso il cerchio: dal teschio alla croce e dalla croce nuovamente al teschio, da eros a thanatos, in un gioco di scatole cinesi.
Serafino Fasulo, giugno 2014



ANDREA MARCHI – ANONYMOUS DETAILS

Andrea Marchi - Anonymous Details
Andrea Marchi – Anonymous Details

“Gli edifici industriali sono il frutto di un pensiero economico. Questi sono costruiti senza richiami alla bellezza e servono solo la loro funzione”
Bernd e Hilla Becher

“Il modo più rapido per chiudere una porta sulla realtà è seppellirsi nei dettagli”
Chuck Palahniuk

Ogni elemento industriale ha un determinato scopo, precise dimensioni e proporzioni che gli permettono di svolgere il compito per il quale è stato studiato. In Anonymus Details ho scelto di fotografare dettagli di siti produttivi, fabbriche ed edifici commerciali, per poterli scomporre, decontestualizzare e infine riassemblare, giocando con la loro forma e il loro colore. Il risultato ha portato alla creazione di nuovi elementi irreali, che trovano la loro ragione solo in questi scatti.
Per questo progetto fotografico ho preso spunto da alcuni lavori come “Architecture of Density”  e “Industrial” di MIchael Wolf, “Anonyme Skulpturen”  e “Industrielandschaften” Bernd e Hilla Becher  e infine “Berlin Snakes” di Alessandro Vinci.
Andrea Marchi, giugno 2014



MARTINA MEI 

Questo portfolio nasce dalla voglia di esprimere il mio pensiero sul tema della bellezza.

Siamo abituati ad osservare ogni giorno fotografie di ragazze che secondo la società ritraggono lo standard ideale della bellezza, ho voluto quindi stravolgere questo concetto lavorando con ragazze comuni ed esaltandone sia i pregi che i difetti.
Martina Mei, giugno 2014

 



GABRIELLA PALLA

People

Raramente ho fotografato le persone perchè mi risulta difficile realizzare immagini che, oltre all’aspetto esteriore, possano rimandare anche alla personalità del soggetto.

Nella realizzazione di questo portfolio ho provato a scattare in maniera per me inusuale ed ho iniziato a fotografare, tra la folla, le persone che per qualche motivo attiravano per un momento il mio sguardo e la mia attenzione.

La visione, durante il corso, delle immagini di autori che hanno fotografato il fluire continuo di persone sui marciapiedi delle grandi città, mi ha aiutato a concretizzare questo progetto.

Le foto sono state scattate a Pisa in piazza dei Miracoli, zona frequentata da turisti di ogni età e provenienza quasi sempre desiderosi di portarsi a casa delle immagini ricordo. Ciò mi ha consentito di confondermi tra i turisti fotografi, di scattare inosservata e di cogliere i soggetti nel loro abituale atteggiamento.

Gabriella



ALESSANDRO PUCCI

New Wind

 Affascinato dalla natura “pura”, sono rimasto turbato dell’eolico e dall’impatto visivo negativo che ha sui panorami.
Con queste fotografie ho cercato invece di integrare queste enormi eliche con l’ambiente circostante.
Aiutato da particolari condizioni di luce, dall’utilizzo in post-produzione di determinate dominanti, sono riuscito a trovare qualcosa di positivo in questa natura moderna e in questi nuovi panorami.



CAMILLE

Questo portfolio nasce dalla volontà di fissare con la fotografia un cambiamento nella mia vita, legato al trasloco in una nuova città. Ho cercato di raggiungere una fusione con l’ambiente attraverso gli oggetti che un po’ alla volta la casa mi faceva scoprire. È l’inizio di una ricerca anche istintiva su me stessa che esprime il bisogno di esplorare i lati più oscuri del proprio io.

Camille, giugno 2014



STEFANO RICCI – PROFILI INDUSTRIALI

Stefano Ricci - Profili Industriali
Stefano Ricci – Profili Industriali

Ho scelto di sviluppare questo tema in quanto sono sempre stato attratto da queste tipologie di soggetti, di ambientazioni, ricercando dei metodi diversi tra loro nel rappresentarli. Sono forme, figure e appunto profili che riportano ad uno stile fotografico particolarmente preciso, pulito, quasi geometrico. Stile che sento molto vicino al mio modo di pensare e rappresentare in fotografia. Mi sono anche ispirato a due grandi autori: a Gabriele Basilico con la sua raccolta “Ritratti di fabbriche” e allo statunitense Edward Ruscha nell’opera “Every building on the sunset strip”.
Stefano Ricci, giugno 2014

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